Ormai è qualche settimana che vi nomino questo argomento e mi sembra giusto spiegarmi. Lo faccio in un post, così ogni volta che ce ne sarà bisogno potrò mettere un collegamento a questa pagina e cavarmela così 😉

Premetto di non essere una grande esperta dell’argomento e di esserne rimasta intrigata da poco, dopo essermi imbattuta nel blog Rossetto e Merletto della cara Giusy De Gori e dopo l’analisi armocromatica che lei stessa mi ha fatto sul suo gruppo Facebook. Proverò comunque a spiegare il concetto in poche parole, ma se la cosa vi incuriosisce andate a leggere direttamente quello che scrive lei sul suo blog, che ne sa a tonnellate più di me.

L’idea alla base di questa disciplina è che ci sono dei colori che si armonizzano meglio di altri con le caratteristiche del nostro incarnato: è probabile che guardandovi intorno vi siate accorti/e che ad alcune di noi stanno meglio colori freddi e ad altre caldi, ad alcune chiari e ad altre scuri.

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In particolare, l’armocromia dice che si possono creare delle “categorie” in base alla temperatura dei colori che ci stanno meglio, al loro valore (chiaro o scuro) e al croma, una caratteristica un po’ più complicata da descrivere ma che – se non ho capito male – potrebbe riassumersi nella dicitura “quanta vivacità di colore può reggere il nostro incarnato”. EDIT: in realtà poi Giusy mi ha spiegato che il croma è “la brillantezza dei colori, ovvero quanto questi risultano puri, senza tracce di grigio al loro interno e quindi accesi”.

In base a queste caratteristiche si possono creare quattro categorie principali, alle quali l’armocromia dà il nome delle stagioni: Inverno saranno le persone a cui stanno meglio i colori freddi e scuri, Estate quelli cui stanno bene colori freddi e chiari, Autunno quelli cui stanno bene colori caldi e scuri e Primavera quelli cui stanno bene colori caldi e chiari.

Queste categorie principali possono poi essere suddivise in ulteriori sottocategorie in base alle diverse combinazioni tra temperatura, valore e croma, e in base a quale di queste caratteristiche diventa dominante rispetto alle altre. Quindi ad esempio per alcune stagioni sarà dominante la temperatura assoluta, per altre invece potrà essere il valore chiaro o scuro. Ma per capire meglio questo vi rimando di nuovo al blog di Giusy 😉

In ogni caso, con questo schema mentale si arriva ad un sistema a sedici categorie, che è quello che usa Giusy al momento: gli inverni potranno essere assoluti, profondi, profondi soft o brillanti; gli autunni assoluti, profondi, soft profondi o soft chiari; le estati chiare, assolute, soft profonde o soft chiare; le primavere assolute, brillanti, chiare o chiare soft. Il tutto secondo la seguente tabella di “priorità”:

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l’immagine è copyright di Giusy, di Rossetto e Merletto!

Dall’analisi che mi ha fatto Giusy – l’analisi è una cosa simpatica, se guardate la foto in alto ne avete una mezza idea, ma è più chiaro andate a vedere come si fa sul gruppo Armocromia – Rossetto e Merletto – io rientro nella categoria delle Autunno Profondo. O – come ci piace chiamarci tra noi – delle #APucciose.

Essere un autunno profondo vuol dire che sia nel trucco sia nel vestiario si devono preferire i colori scuri e neutro/caldi, ma anche che il contrasto di colori ci sta bene e che si reggono bene anche dei colori piuttosto “saturi” e ricchi.

Il fatto che la dominante della mia stagione sia la profondità, vuol dire che se contravvengo a qualche altra regola (ad esempio poco contrasto o temperatura meno calda) sto “meno male” che se metto colori pastello. O in altre parole che un autunno profondo, come dice il nome, non dovrà mai portare colori non profondi.

Questa è anche un po’ la regola generale che mi sono data per decidere cosa continuare ad usare tra le cose nel mio guardaroba e cosa invece pensare di regalare o buttare: se un vestito è di un colore profondo, anche se neutro-freddo, sarà più facile per me “mascherare” e distogliere l’attenzione dall'”errore”, magari usando degli accessori vistosi in stagione o un trucco armocromatico. Se invece metto una maglia celeste pastello, molto chiara, non coprirò mai il disastro…

Spero di essermi spiegata bene, ma sicuramente se avete dubbi e volete saperne di più la cosa migliore è andare a leggere quello che scrive Giusy 😉

 

p.s.: forse non c’è bisogno di specificare, ma poiché io sono io lo faccio comunque: tutto ciò funziona ovviamente solo se mi trovo in una giornata ragionevole. Perché quando sono nella giornata sbagliata e vedo il mio vestito preferito fucsia brillante o quello a sfondo bianco e coi cuoricini neri non ci capisco niente e li indosso nonostante mi facciano sembrare la morte in vacanza 😉

 

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