Mutuo soccorso cosmetico

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Inci

Cos’è l’Inci?
Non è altro che uno standard internazionale per l’etichettatura dei cosmetici: in sostanza è la lista degli ingredienti, che deve essere riportata per legge su tutti i prodotti che vengono commercializzati nell’Unione Europea e in Usa, così come in molti altri paesi nel mondo.
Uno strumento utile per il consumatore, se si sa come usarlo, ovvero se si sa come leggere l’etichetta. Gli ingredienti hanno una nomenclatura standardizzata, e sulla confezione devono essere riportati in ordine decrescente di concentrazione: il primo è presente in maggiore quantità e poi seguono in ordine gli altri, finché si arriva alla soglia dell’1% di concentrazione, sotto la quale gli ingredienti possono essere scritti senza un particolare ordine.

Ma che vuol dire “leggere bene l’etichetta”? Vuol dire capire quali ingredienti presenti nel prodotto possono alla lunga essere dannosi per l’uomo o per la natura, allergizzanti, inquinanti. Chiaramente non tutt* siamo chimici o esperti in farmacologia, ma per quell* come me che non ci capiscono niente ci sono diversi strumenti a disposizione in rete:
– il Biodizionario: database online che riporta per ogni ingrediente cosmetico una sorta di semaforo, per capire quali sono le sostanze accettabili e quali quelle che bisognerebbe evitare. Il principio è semplice, gli ingredienti possono avere da due pallini verdi (sostanze assolutamente innocue) a due pallini rossi (scappare a gambe levate). Chiaramente si può scegliere di seguire o meno le indicazioni, ma consultandolo almeno ci si fa un’idea di cosa contengono i prodotti che compriamo. Il biodizionario è collegato al forum Promiseland e attentamente redatto e moderato da Fabrizio Zago, un chimico industriale la cui missione – e di questo gliene siamo grat* – è di farci finalmente entrare in testa qualcosa di ingredienti cosmetici.
L’angolo di Lola: come spiega la capa Lola nella pagina di benvenuto si tratta di un “forum nato con l’intento di diffondere quanto più possibile la consapevolezza su cosa ci spalmiamo, con un occhio al naturale e un occhio all’efficacia, senza estremismi o talebanesimi di alcun tipo”. In sostanza oltre alle ricette per creare cosmetici fai-da-te, sul forum è presente un’ampia sezione di Inci di prodotti presenti in commercio, già commentati dagli e dalle utenti (sia per l’efficacia che per la composizione). Già dalla descrizione riportata si capisce che non si tratta di un forum ‘ecobio’, si discute di qualsiasi tipo di marca o prodotto, non per forza completamente privi di siliconi, totalmente verdi o ecologici.
– il forum di Saicosatispalmi: altro forum, stavolta dal dichiarato intento ecobio, di analisi degli Inci. In questo caso nella valutazione dei prodotti viene dunque data precedenza all’analisi degli ingredienti tramite il biodizionario.
ATTENZIONE ATTENZIONE:
Vorrei chiarire in questa sede che sebbene io osservi l’Inci di ogni prodotto che compro o mi viene regalato, non ho alcuna intenzione di rinunciare ad alcuni prodotti non ecobio che posseggo. Cerco di curare la mia pelle e il mio organismo, così come il pianeta, più che posso, ma con un occhio anche alla resa dei prodotti che uso. In altre parole, se tutti i giorni uso sul mio viso un fondotinta minerale o una BB cream completamente verde, non è detto che in alcuni casi specifici o in periodi più o meno lunghi della mia vita io non possa decidere di usare fondotinta siliconici. Pregherei dunque di rispettare questa mia scelta, e di non dare giudizi non richiesti.

Discorso un po’ diverso e che merita due parole è quello che riguarda case cosmetiche non cruelty free: cerco di non comprare prodotti di aziende che so testare su animali (prodotto finito o solo i singoli ingredienti), o che non hanno una politica chiara sull’argomento. Tuttavia, anche qui, con una certa flessibilità: questo non vuol dire che in assoluto non comprerò mai più prodotti di alta profumeria, anche se cercherò quanto più possibile di evitarli. Analogamente, se mi viene regalato a Natale un prodotto di queste case, o se mi accorgo dopo averlo comprato che la casa produttrice è nella ‘lista nera‘, io il cosmetico non lo butto. Credo che anche questo sia un buon esercizio antispreco: gettare o lasciar marcire un prodotto non cruelty free non è tanto meglio che comprarlo, a mio avviso. Attenzione: questo non vuol dire che compro solo prodotti vegani, né che rinuncerò alla cera d’api nei burrocacao o alla glicerina nelle creme.

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